Una colorata ed internazionale risorsa economica Torrese
La città dei fiori
La San Remo del sud? No, molto meglio: l’orgoglio di una cittadina
di Luisa Pelosio
Quando si parla di Torre del Greco, si scopre ahimè… che si è famosi oltre oceano per la “maffia”. Quest’affermazione-domanda, mi venne rivolta nel lontano 1989 da Michelle Polomach nel lontanissimo stato del (udite, udite!) Camerun. “Vieni da Torre del Greco (Napoli), come si va con la maffia? Come vivi in un paese dove c’è la maffia? ”.
Ovviamente non risposi alla mia interlocutrice, non ritenni opportuno avvalorare la sua tesi e scendere in tristi particolari. Certamente non posso nascondere il disagio provato nello scoprire che la nostra Regione era nota anche in Africa per una caratteristica tanto distruttiva.
Oggi nel 2005, dopo 15 anni, fortunatamente, quando dico che sono nata a Torre del Greco, tutti sanno che Torre del Greco è famosa per il mare, per il corallo e per i fiori. La nostra “ridente cittadina” sul mare è animata da una redditizia attività florovivaistica. Anni fa la coltivazione del garofano faceva “la parte del leone”, oggi è un fiore tra gli altri.
Colture emergenti sono quelle delle gerbere e degli Anthurium senza voler parlare della Poinsettia (la più nota “stella di Natale”) che viene felicemente coltivata alle falde del Vesuvio, in zona Leopardi, da una famiglia di giovani coltivatori diretti. Sempre nella stessa zona, in prossimità del mare, troviamo un pullulare di terre ove si producono molte e policrome margheritone chiamate gerbere. In sintesi: il garofano, il crisantemo, l’anthurium, le rose, il gladiolo sono tra le specie più coltivate nelle nostra città. L’azienda agricola media ha, solitamente, una superficie complessiva che si attesta intorno ai 4600 metri quadrati; di cui circa 3600 mq sono protetti da serre. La quasi totalità delle aziende sono a conduzione familiare, potendosi con tale formula, risolvere i gravosi problemi causati dalla disoccupazione. Ci troviamo di fronte a giovani imprenditori di 46 e i 49 anni, con un buon livello di scolarizzazione. L’azienda agricola media spesso si estende su di un terreno di vari ettari. Molto fertile per le trascorse eruzioni del Vesuvio, con lapilli e ceneri, posteriori a quella 1631. Possiamo, dunque, affermare che i terreni agricoli in Torre del Greco sono di origine, relativamente, recente e comprendono alte percentuali di schele-tro, ossia di particelle con un diametro ai due millimetri. È superfluo ricordare che per parlare di fiori, a Torre del Greco, dovremmo scrivere un trattato, ma in un breve spazio qual’è quello offertoci da Integrazione ci impegniamo a fornire pochi e ( mi auguro) chiari cenni sull’argomento. Avremmo voluto dilungarci ma, a tal fine, ci sono le pubblicazioni specialistiche. A tale proposito ringrazio il dott. Ciro Carotenuto e sua sorella che mi hanno fornito una pubblicazione da cui ho estratto i dati qui riportati. Ringrazio altresì la Direttrice della Biblioteca della Facoltà di Agraria di Portici, per avermi guidata nella scelta delle riviste, più idonee, cui riferirmi. Nel leggere la rivista mensile “Colture protette” del mese di aprile 2005 apprendiamo che nel corso della decima edizione di Flora rassegna del novembre 2000; tra le gerbere è stata premiata la varietà Selly selezionata da una ditta di Torre del Greco. Selly (la gerbera) è molto produttiva si presenta con: fiore doppio, petali di colore rosso, punta bianca e cuore verde.
Nell’accomiatarci da: garofani, rose, calle, gladioli, anthurium, stelle di Natale e… gerbere, guardiamo a questa nostra gioiosa cittadina con occhi nuovi e…floreali!