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“Le vie del corallo” quinta biennale a Torre del Greco
Monili con corallo, naturalmente, ed argento: orecchini, pendagli, collane, cinture. Con la mano di Fatima (la figlia del Profeta) o con la porta di Medina (la città santa). Il corallo è rosso come il sangue, elemento vitale, ed ha funzione apotropaica, tiene cioè lontani i mali. E viene dal mare, quel Mediterraneo culla della nostra civiltà, ed elemento primordiale per la vita sulle sue sponde. E se non c’è corallo, c’è la pasta di vetro, obbligatoriamente rossa, s’intende. E poi ci sono i sonagli d’argento e corallo, che con il loro suono tengono lontani gli spiriti maligni; e portaspezie, portagioie e portamedicinali, sempre argento e corallo, naturalmente. E il corallo non va mai solo, si accompagna a smeraldi, turchese, ambra, topazio, più chiari nel Marocco e più scuri in Algeria. Poi ci sono le vesti, adornate con fili d’argento e pendagli, sempre misti a corallo; ed armi: scimitarre e fucili d’argento intarsiati con ovali di corallo, appartenuti a sceicchi orientali, ma anche ai Borboni di Napoli, ed usati per la caccia. Pezzi gelosamente custoditi in collezioni private. o provenienti dal Museo Belghazi di Rabat, Marocco. Il tutto preceduto da un chiaro e sintetico filmato introduttivo, che spiega l’origine degli oggetti esposti, ma anche le linee storico-geografiche del corallo, le vie del suo commercio, e quelle di sviluppo della lavorazione e dei maestri incisori attraverso il Mediterraneo. Poi un piccolo ma delizioso catalogo curato dall’ <<Electa Napoli>>, una guida giovane, carina e gentile che vi accompagna attraverso l’esposizione. E l’esposizione è ordinata, lineare, nitida, geometrica, in grandi teche di cristallo.
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