Fumare o non fumare: questo è il problema!
Il tacchino affumicato
Come dannarsi l’anima alla ricerca dell’indipendenza dal fumo
di Luigi Intoccia
Parlare del fumo è cosa ardua. Sono anni che si spendono milioni di parole e fiumi d’inchiostro per definirne la pericolosità ed i rischi per la salute. E chi vi parla è un fumatore. Purtroppo spesso su riviste o giornalucoli, si leggono nefandezze e sciocchezze sul fumo, senza che vi siano basi scientifiche che supportino le affermazioni riportate.
Cerchiamo di fare il punto della situazione, in modo più scientifico. La nicotina, è una so-stanza che porta dipendenza, che agisce bloccando i recettori di una sostanza che si chiama acetilcolina. Tale blocco causa, in modo indiretto, l’aumento di un’altra sostanza chiamata dopamina, che è la vera responsabile della dipendenza. La dopamina così stimolata porta un senso di piacere, effimero, falso e poco duraturo, in quanto col tempo è necessario aumentare la dose per riprovare le stesse emozioni. Non vi parlerò del cancro, dell’ipertensione e degli infarti cardiaci, perché questi argomenti li trovate su qualsiasi giornale ed opuscolo. Non vi parlerò del perché si comincia per imitazione, per sentirsi grandi, o per essere parte di un gruppo, poiché anche questo è risaputo. Desidero invece affrontare l’argomento della difficoltà a smettere. Ogni fumatore desidera smettere, e quando smette per molti anni, sente il desiderio recondito e nostalgico di riprendere a fumare. Se ci pensate bene è un controsenso: se fumo, voglio smettere, se ho smesso desidero riprendere! E’ mai possibile che siamo così sciocchi da vivere nella perenne insicurezza ed insoddisfazione? Non solo! Cosa dire delle miriadi di giustificazioni che accampiamo per smettere o riprendere? Voglio smettere perché ho l’alito cattivo, mi fa male alla salute, affanno quando salgo le scale di casa, sembro un tossicodipendente e costa tanto. Quando siamo in astinenza pensiamo che eravamo più felici fumando, non eravamo depressi, non eravamo ingrassati e ci sentivamo più scattanti. Tutte sciocchezze! Sono solo dei falsi alibi per cedere alle nostre debolezze ed alla dipendenza dalla nicotina. Ma allora qual è il vero problema? La verità è che non siamo forti, sicuri ed equilibrati. E’ triste affermarlo, ma è così. E sembra piacerci. Invidiamo chi fuma 4-5 sigarette al giorno, ma non capiamo che quella persona è più infelice di noi. Infatti passa l’intera giornata ad attendere che si faccia l’orario per la prossima sigaretta programmata. Alla fine si riduce ad una vita d’attesa, e questo è certamente il modo più infelice di vivere. Questo mostro che abbiamo dentro lentamente ci divora, e noi facciamo di tutto per giustificarlo, lasciandogli governare la nostra vita. E’ banale chi afferma: io fumo perché mi piace! Non è vero. Questo è un atteggiamento ancora peggiore, perché significa non vedere le proprie debolezze, le proprie insicurezze. E chi è cieco in questo senso, non ha speranze, perché nega anche le evidenze. Sono anni che cerco di smettere, e forse un giorno lo farò. E fino ad allora continuerò a sognare ed a mentirmi. Come facciamo un po’ tutti. Alla prossima sigaretta.