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L’utilità del confronto nelle relazioni interpersonali
Contatti internazionali
e redattori in trasferta


di Maurilio Tavormina

 

 

Sembra scontato, eppure è proprio così: solo confrontandosi con gli altri si ha una possibilità di crescita lavorativa ed un altro stimolo a migliorarsi, arricchendosi delle diversità altrui nella pratica relazionale, nel superamento degli ostacoli e nella soddisfazione di veder centrare gli obiettivi predefiniti. Questo criterio generale di lettura dell’agire con professionalità, impegno e dedizione è tanto vero quanto più è diversa l’opportunità del confronto. Il partecipare ad un torneo internazionale di calcio a Linz, in Austria, il vivere cinque giorni di sport, cultura ed integrazione sociale, sono stati per i nostri entusiasti protagonisti, utenti ed operatori di questa Unità operativa di salute mentale di Torre del Greco, delle positive esperienze di arricchimento personale e lavorativo. L’iniziale difficoltà di comprensione del linguaggio, per le notevoli diversità lessicali, è stata man mano superata con tanta buona volontà di comunicare e conoscere l’operato altrui: vi erano francesi, austriaci, inglesi, spagnoli, portoghesi, polacchi, svizzeri, cechi, svedesi, olandesi. I nostri compagni, unici italiani in quella manifestazione, hanno avuto il loro “ben da fare” per farsi comprendere, aiutandosi, ora con l’interprete ufficiale del gruppo: “Super-Pippo”, che traduceva con padronanza e dimestichezza i loro discorsi in inglese e si faceva carico, come portavoce ufficiale nella relazione sulle nostre modalità operative nello sport e riabilitazione psichiatrica, ora arrangiandosi da soli con il proprioinglese scolastico o con il linguaggio internazionale dei gesti, determinando un piacevole ed interessante crogiuolo di rapporti interpersonali metacomunicativi. Ciro al momento della presentazione delle squadre costatò con meraviglia, come il suo collega Vito riusciva ad esprimersi anche in inglese, tanto che quasi non lo riconosceva. Pippo, sebbene emozionato, portava la voce degli utenti, le loro esperienze sportive-riabilitative ed il nostro modo di fare attività psichiatrica. Attento scrutatore d’animi e brillante giornalista annotava gli interventi degli altri ed intervistava i relatori delle altre nazioni per fare il punto sulle cure psichiatriche e gli interventi riabilitativi in Europa. Ida scriveva nel suo “diario di bordo” tutto quanto accaduto in quei giorni all’estero, le emozioni, il viaggio e le esperienze del gruppo come testimonianza e ricordo di piacevoli ed interessanti giornate che hanno arricchito la sua vita. Salvatore, Maurizio e gli altri atleti rivivono ancora con emozione quando portarono sul campo di calcio la bandiera italiana e sentirono intonare l’inno di Mameli; ricordano con passione quel nodo alla gola che ti prende, ti unisce in un corale afflato e ti fa sentire orgoglioso d’essere italiano. Il vivere la competizione sportiva con sano agoni-smo, la voglia di divertirsi e dare il meglio di sé ha permesso ai nostri partecipanti di prova-re forti suggestioni. Il bilancio della loro esperienza in Austria, prima come attività riabilitativa all’estero di questa UOSM, è stato certamente positivo non solo per l’opportunità d’incontro sportivo internazionale, per il confronto delle diverse realtà operative psichiatriche-riabilitative in Europa, ma anche per una personale crescita esperenziale dei partecipanti, foriera di nuovi spunti lavorativi, utili al nostro gruppo riabilitativo.