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Fervidi colori, luci ed ombre taglienti a Napoli

CARAVAGGIO: l'ULTIMO TEMPO

Tra colori accecanti, ombre infernali, gli ultimi anni di Caravaggio nei suoi capolavori immortali.

di Annamaria Del Gaudo

 

In un sabato freddo e ventoso, passeggiando tra splendidi giardini, giungo davanti al maestoso e imponente Palazzo Reale di Capodimonte a Napoli. Nasce grazie al re di Napoli Carlo di Borbone. Infatti, il 10 settembre 17 38 iniziano i lavori per la sua costruzione sotto la guida dell'ingegner Giovanni Antonio Medrano. Ed è in questa splendida cornice che, dopo vent'anni dall'ultima rassegna, si tiene la mostra del pittore più tormentato e irrequieto del secolo XVII: il Caravaggio.Michelangelo Merisi nasce il 28 settembre 15 73 a Caravaggio. S'è distinto dagli altri artisti per il suo nuovo modo di dipingere, perché determinato a trasporre sulla tela solo quel che si vede. Attua un'autentica rivoluzione di prospettiva per cercare di rendere situazioni umane nel massimo dell'immediatezza emotiva e psicologica, con colori brillanti, giochi di ombre che tagliano la scena per portare lo sguardo all'interno del quadro.Questa mostra è stata organizzata dal sovrintendente Nicola Spinosa. Si è inaugurata il 23 ottobre 2004 e non si è chiusa il 27 gennaio, ma il 6 febbraio 2005 , nella speranza di accontentare le migliaia di persone desiderose di ammirare questi capolavori riuniti per la prima volta assieme. Venticinque opere provenienti da musei di tutto il mondo sono il frutto della collaborazione tra il museo di Capodimonte e la National Gallery di Londra. Sono stati presi in considerazione gli anni dal 1606 al 1610 in cui prendono vita opere magnifiche, dalle quali si avverte il presagio di una fine imminente. Caravaggio è costretto a fuggire da Roma a Napoli perché accusato dell'omicidio di un compagno. Si trova improvvisamente senza committenze e protezioni dalle famiglie romane più potenti. Ciò nonostante tra Napoli, Malta, Siracusa, Messina, Palermo e di nuovo Napoli, il Caravaggio riesce nuovamente a risollevarsi e a creare i suoi ultimi capolavori.Nell'ammirare questi capolavori, ognuno più bello dell'altro, mi ha molto colpito la scena cruenta e piena di sacrificio di “Salomé” che solleva la testa del Battista; “ La Cena di Emmaus” , una rappresentazione di fede forte e dolce; “ Le Opere di Misericordia” , un'opera grandiosa per raffigurare appieno la miseria di quel periodo; affascinante nel suo dolore la “ Sant'Orsola” trafitta dal tiranno , che risalirebbe al maggio 1610, forse la sua ultima opera. Infatti, a causa di una febbre malarica la morte lo spense il 18 luglio 16 10 presso la spiaggia di Porto Ercole. Ritornava a Roma avendo saputo che il pontefice era prossimo a concedergli la grazia. Anche se gli anni passano, le sue opere resteranno per sempre a sedurre con molteplici emozioni tutti quelli che poseranno lo sguardo sulle sue magiche opere.