pag.dietro home sommario contattaci pag . avanti
         

Il Mondo della follia al cinema ed in televisione

Amore libero e violenza: un coktel esplosivo di passioni

"The Dreamers"

Una interpretazione del film di Bernardo Bertolucci

di Daniele Vuotto

E' un film che ha scandalizzato i benpensanti, è stato censurato in America e vietato ai minori di 14 anni in Italia. Non tanto, a mio avviso, per la sua inesistente volgarità, quanto piuttosto, per la sua innocente oscenità. Quest'opera rappresenta una intelligente lettura del movimento giovanile del ' 68, a mio parere con un notevole valore educativo. Rievochiamone brevemente la trama: il film è ambientato nella Parigi del 1968, Theo e la bellissima sorella Isabelle, mentre i genitori sono in vacanza, invitano a casa Matthew, un giovane americano incontrato alla "Cinèmathèque Française". I tre ragazzi decidono di chiudersi in casa e stabiliscono delle insolite norme di comportamento. Il “mènage a trois” porta i protagonisti a esplorare senza inibizioni i territori delle emozioni, dell'erotismo, dell'amore e del sesso, senza porsi alcun limite. Mentre Theo, Isabelle e Matthew si mettono in gioco senza riserve, per le strade di Parigi irrompe la rivoluzione giovanile.Mi preme porre l'accento sul fatto che, nel pensiero di antesignani della " liberazione sessuale" come Wilhelm Reich, essa doveva essere soltanto un preludio alla rivoluzione sociale, che, a sua volta, era una sua logica conseguenza. A mio avviso, Bertolucci connette il rifiuto di una morale sessuale libertaria e non di rado morbosa, il relativo stadio dello sviluppo erotico-sessuale e la trasgressione dei tabù, con il rifiuto di una parte del movimento sessantottino, erede inconsapevole della "cattiveria" e della " violenza" dei " padri" (per dirla con Pasolini, autore sempre prediletto dal regista), tanto a parole contestati, ma nei fatti imitati, nell' autoritarismo, nel dogmatismo, nell'edonismo. Insomma, credo che il messaggio finale del film abbia delle ascendenze pasoliniane ed anche addentellati col pensiero di psicoanalisti come Erich Fromm. Questi, nel libro "Avere o Essere", parlando dei giovani del ‘68, afferma: "molti di questi stessi giovani non hanno compiuto il passo dalla libertà da, alla libertà per ; semplicemente, si sono ribellati senza tentare di individuare una meta alla quale puntare, eccezion fatta per quella consistente nella libertà dalle restrizioni e dalla dipendenza. Come per i loro genitori borghesi, il loro slogan suonava: "il nuovo è bello!" e hanno coltivato un disinteresse che è quasi una fobia per ogni sorta di tradizione, compresi i pensieri elaborati dalle massime menti… Il loro ideale era di ridiventare bambini, e autori come Marcuse hanno fornito loro l'ideologia adatta, quella secondo cui il ritorno all'infanzia anziché lo sviluppo verso la maturità costituisce l'obiettivo ultimo del socialismo e della rivoluzione". E ancora Fromm: "in larga misura, l' impulso a infrangere i tabù sessuali è sostanzialmente un tentativo di ribellione, intesa a riaffermare la propria libertà. Ma l'infrazione dei tabù sessuali di per sé, non conduce a una maggiore libertà; la ribellione viene, per così dire, annegata nella soddisfazione sessuale e nel sentimento di colpa che ne deriva. Soltanto il raggiungimento di un indipendenza interiore porta alla libertà e mette fine al bisogno di rivolte senza costrutto; lo stesso vale per tutti gli altri comportamenti che tendono al proibito come tentativo di ristabilire la propria libertà. In effetti, i tabù producono ossessioni e perversioni sessuali, ma le ossessioni e le perversioni sessuali non producono libertà". Infatti, è da sottolineare l'appassionata requisitoria di Matthew, il protagonista del film, che fa capire ad Isabelle come il suo legame incestuoso con il fratello sia il vero ostacolo al che la ragazza viva un amore sano. L'incesto è vissuto dai due fratelli come un tabù, nonostante i loro atteggiamenti in apparenza così trasgressivi. Il vero atto rivoluzionario della vita di Isabelle starebbe nel rinunciarvi, così come il vero atto rivoluzionario di Matthew, nel finale, sta nel rifiutare, con la compagnia dei due amici, il ribellismo violento dei contestatori e nell'elaborare una visione autonoma, seria e consapevole degli avvenimenti del maggio francese.