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Un verde polmone in un paesaggio stupendo

IL Parco Nazionale del Vesuvio

La ricchezza di un paese è data dalla cura con la quale si valorizza e custodiscono le risorse naturali.

di Rosanna Ciaravolo

 

L' Istituzione del Parco Nazionale del Vesuvio nasce nel 1995 dopo oltre venti anni di iniziative degli ambientalisti italiani, volte alla conservazione dell'unico vulcano continentale attivo d'Europa, uno dei vulcani più famosi al mondo, oggetto dal dopo guerra di aggressioni inaudite fatte di cemento, rifiuti, traffico e incendi. Inoltre, come tutti i parchi nazionali, tutela le specie animali e vegetali; è un parco di elevato interesse geologico e geomorfologico, oltre che storico: sono stati catalogati oltre duecento tipi di minerali e vi si possono osservare i depositi di diverse eruzioni, a partire da quelle del '79 d.C. che seppellì Ercolano e Pompei.Il Parco presenta una grande ricchezza di varietà floreali ed animali, basti pensare a 906 specie floreali, dall'acero napoletano alla ginestra e molte varietà di orchidee, 44 specie di farfalle e oltre 100 specie di uccelli, che in vario modo frequentano le macchie boschive. E' il topo quercino, un minuscolo roditore, l'ospite più simpatico del Parco, dotato della singolare capacità di farsi staccare la lunga coda per sfuggire agli agguati di qualche gatto; ma possiamo trovare anche la faina, il falco pellegrino e il rospo smeraldino. Inoltre grazie al clima e al suolo lavico le produzioni agricole tratte in quest'area sono uniche per sapore e genuinità. Si trovano albicocche, ciliegie e celebri pomodorini da serbo, detti così perché raccolti ancora acerbi e fatti maturare lentamente. Sono l'ideale per la pizza, pasta e sughi. Il Vesuvio è anche famoso fin dall'antichità per i suoi vini (Lacryma Christi) e per la Catalanesca , un uva da tavola zuccherina. Un Parco dunque, che oltre agli animali e alle piante rare ospita anche frutta e verdura. Il Parco Nazionale del Vesuvio con i suoi 8.842 ettari è il più piccolo d'Italia, ma offre una straordinaria varietà di mete, si va dalle rocce vulcaniche ed i fitti boschi ai centri storici e monumenti isolati, passando per distese di lava e antiche città rase al suolo dalle eruzioni del passato. Il Parco ospita l'Osservatorio Vesuviano inaugurato nel 1841; oggi la sua sede è a Napoli e questo edificio è un elegante museo dove si possono osservare lave, “bombe” vulcaniche e una collezione di sismografi del primo novecento. Una meta spettacolare del Parco è un solco vulcanico lungo tra i 4 e i 5 chilometri detto “ La Valle del Gigante” che separa i rapidi pendii del Monte Somma da quelli del Gran Cono; offre una piacevole escursione ai turisti in un'atmosfera solitaria. Da San Sebastiano al Vesuvio si raggiunge facilmente anche a piedi le pendici del vulcano, passando attraverso florida vegetazione di macchia mediterranea e bellezze paesaggistiche, inerpicandosi per dei sentieri indicati anche dal WWF. Per gli amanti della natura è un percorso che veramente consigliamo in una bella giornata di sole ed in simpatica compagnia.