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Una legge da rivedere? La riforma della legge 180 Le riflessioni di un addetto ai lavori di Luigi Intoccia
Ma chi lo ha detto che una legge non può essere cambiata? Dove è scritto che una legge sulla psichiatria debba rimanere immutata nel tempo, quasi si trattasse di una verità divina, intoccabile, incrollabile. Non è stata mica scritta nel deserto, da un fuoco divino su tavole di pietra.Il ministro della salute, da qualche tempo, va dicendo che sarebbe il caso di rivederla, e ciò ha provocato un'alzata di scudi da parte di molti fronti politici. Si tratta certamente di un argomento molto delicato, che va affrontato con cautela, coinvolgendo tutti gli ambienti sociali, politici, professionali, sino alle associazioni dei familiari. Ma è un argomento che può essere discusso, che forse dopo tanti anni andrebbe discusso.Personalmente non penso che il ministro della salute, si sia svegliato una mattina in preda a una crisi delirante ed abbia deciso di stravolgere il lavoro fatto in tanti anni da chi credeva che il paziente psichiatrico dovesse essere trattato da essere umano, con una dignità ed il diritto a una vita migliore. Avrà avuto le sue buone ragioni. Ma qualcuno, queste ragioni le ha ascoltate? Tutti ad urlare, ma contro cosa, contro chi? Non esiste una proposta di legge, non sono in programma gare d'appalto per la costruzione di nuovi e più confortevoli manicomi. Cosa c'è di male a sedersi intorno a un tavolo, per discutere la revisione di una legge. Forse a qualcuno potrebbe venire un'idea interessante, un progetto che possa migliorare la vita dei nostri pazienti e delle loro famiglie.Mettiamo per un momento da parte la politica, con le sue strumentalizzazioni ed i suoi estremismi. Di una cosa siamo tutti certi: indietro non si torna. Nessuno lo vuole, nessuno lo permetterebbe. E' come pensare di deportare nuovamente gli ebrei, con le immagini agghiaccianti, ancora vive, di sofferenza e di morte del secolo scorso. Ogni persona di buon senso, imbraccerebbe il fucile. Tutti noi non lo permetteremo. Sono stati fatti passi avanti meravigliosi, contro lo stigma, l'isolamento, la paura ancestrale della follia. Tutto questo non sarà mai cancellato. Ma la legge può essere migliorata. Dopo tanti anni di esperienza, credo che tutti noi abbiamo ben chiaro in mente ciò che non andrebbe fatto, ma forse abbiamo tralasciato un aspetto anch'esso importante: come fare ulteriori passi avanti.Lasciamo che si discuta di questa legge, ascoltiamo le proposte mese sul tavolo, senza preconcetti, senza strumentalizzazioni politiche o prese di posizioni aprioristiche. Per natura sono una persona moderata, e credo valga sempre la pena di ascoltare ciò che gli altri hanno da dire. Personalmente credo che si può fare di meglio, che si possa intervenire ancora più a fondo per aiutare i nostri pazienti e le loro famiglie. E sono queste che stanno maggiormente soffrendo, logorate e stanche. Non so, ma penso che non abbiamo fatto abbastanza. Speriamo bene.
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