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Questo piccolo magico mondo… Il presepe del Bottazzi Un piacevole rito che dura ormai da sette anni di Brunella Amoroso L' aria natalizia comincia a farsi sentire, e non è il freddo la giusta avvisaglia, ma l'odore del sughero e del muschio. Parti essenziali di quell'usanza partenopea ed ora anche internazionale del presepe. E' l'atmosfera che ho trovato stamani al “Bottazzi”. I soliti erano a lavoro, tutti affaccendati alla costruzione del presepe. Una tradizione che dura da sette anni e che portano avanti con estremo rigore e facilità. Come si dice, quando si prova piacere non c'è dovere. Vito, il coordinatore, Mimmo, Maurizio e Antonio ogni settimana si danno appuntamento per la realizzazione di quella che ormai è una consuetudine. Si raccoglie muschio, distinto in secco e fresco, legno, carta, polistirolo, colla e sì da vita a quella piccola comunità utopica. Le grotte prendono forma, si edificano case e dipingono cieli stellati dove ogni atto è un rito e i pastori al loro posto. La lavorazione è curata nei minimi dettagli; creatività e fantasia sono ingredienti essenziali per la messa in scena. Infatti, l'opera sarà completata il sette dicembre e verrà presentata come ogni anno al “Concorso Presepe”, organizzato dall'Associazione Amici del Presepe. Ci sarà una commissione di esperti a valutare il lavoro effettuato e la premiazione avverrà a febbraio. Sono ben due anni che i ragazzi arrivano al primo posto ente pubblico con tanto di coppa e diploma! Intanto il presepe sarà esposto all'interno del Centro di Salute Mentale dove rimarrà fino al sei gennaio.
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Il presepe della Unità Operativa di Salute Mentale di Torre del Greco, costruito da utenti ed operatori |
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