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Un gruppo musicale sulla breccia dal 1963 Un mito tutto italiano: <<I Nomadi>> La storia del complesso beat dalle origini ai nostri giorni di Alberto Lavoro In quarantadue anni di musica leggera italiana <<I Nomadi>> sono un'importante realtà, quasi un mito. Anche se, all'inizio della loro attività, nel lontano 1963, in piena epoca “beat”, non si aspettavano certo di arrivare a tanto.All'epoca erano solo un gruppo di ragazzi con i capelli lunghi, che si ispirava ai <<Beatles>>. Erano partiti da Novellara, paese dell'entroterra di Reggio Emilia, suonando nelle balere e nei locali notturni, spingendosi poi sulla costa romagnola (Rimini, Riccione etc.). Proprio lì comincia a conoscerli il grande pubblico, tanto che uno dei primi “45 giri”, <<Un pugno di sabbia>>, rimane parecchio tempo ai vertici delle classifiche.Gli animatori del gruppo, in questa prima fase ed anche successivamente furono Augusto Daolio e Beppe Carletti, ed a quest'ultimo si deve pure il nome del gruppo.Del 1972 è il singolo <<Io vagabondo>>, destinato a diventare il simbolo della formazione. Sempre a questi anni risale la collaborazione con il cantautore Francesco Guccini, cui risalgono brani famosi come <<Per quando noi non ci saremo>>, <<Canzone per un'amica>> e <<Dio è morto>>. Quest'ultimo, del 1967, ebbe anche dei problemi con la censura, anche se, paradossalmente, fu trasmessa persino da Radio Vaticana. Ed in realtà il brano si faceva carico di interpretare le tensioni spirituali di quegli anni, in cui i giovani ridefinivano i propri valori morali, alla ricerca di nuovi rapporti fra sé e con il mondo “adulto”.La collaborazione con Guccini, nel frattempo, continuò, dando come esito, negli anni 1973-74, due album: <<I Nomadi cantano Guccini>> ed <<I Nomadi Interpretano Guccini>>. Nel frattempo la formazione cambiava spesso, tenendo però come punti fissi Daolio (la voce) e Carletti (il tastierista). La storia del gruppo è stata in seguito anche funestata da lutti: nel 1992 il bassista Dante Pergreffi morì in un incidente stradale, e pochi mesi dopo scomparve anche Augusto Daolio. La morte di quest'ultimo mise a dura prova la stessa sopravvivenza del gruppo, in quanto ne era l'anima principale. Nondimeno il complesso riuscì a ricompattarsi attorno a Beppe Carletti, ed alla nuova voce, Danilo Sacco, personalità colta e sensibile, intrisa di spiritualità buddista, e molto rispettoso dell'eredità musicale ed umana di Daolio. Attualmente i componenti del gruppo, oltre ai già citati Beppe Carletti e Danilo Sacco, sono: Cico Falzone, Massimo Vecchi, Sergio Reggioli e Daniele Compani. Il primo CD con Danilo Sacco è del 1994 e si intitola <<La settima onda>>, e segna la ripresa del percorso musicale della formazione emiliana.Nel frattempo il gruppo continua anche ad esibirsi dal vivo, anche con tourné all'estero, particolarmente in Sudamerica, dove si confronta con le tradizione e gli strumenti musicali locali.Parallelamente il complesso emiliano si impegna anche in opere di solidarietà: il 12 gennaio 2002 si inaugura la <<Casa Nomadi e fan per la Cambogia>>, con lo scopo di aiutare i bambini rimasti mutilati a causa delle mine.E così veniamo al giorno d'oggi: il gruppo continua a fare musica, a vendere dischi, fra i quali apprezzatissime antologie in edizione economica, forte di una storia che dura da oltre quarant'anni e che non ha alcuna voglia di farsi relegare in soffitta.
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:” I Nomadi, 1967 ” |
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