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Quando la nostra vita è guidata dalle campagne pubblicitarie Noi e la Pubblicità E nel frattempo, il commercio equo e solidale… di Salvatore Cuomo Oggigiorno la pubblicità è molto invadente perché ci accompagna in tutte le ore della giornata. Se, infatti, accendiamo la televisione siamo bombardati da spot che ci propongono ogni sorta di prodotto; lo stesso accade se passeggiamo per strada dove ci accorgiamo che i muri sono tappezzati di manifesti pubblicitari. Inoltre, quando acquistiamo una rivista di qualunque genere, notiamo che gran parte del suo contenuto è rappresentato da pubblicità accattivante. Sembra che ovunque ci sia uno spazio libero, questo debba essere occupato solo dalle immagini di prodotti, che hanno lo scopo di invogliare il consumatore all'acquisto. Ecco perché oggi sono molto diffuse quelle pubblicità che colpiscono per il loro impatto emotivo su chi le osserva, come quelle che sfruttano le pose “osé”, le immagini violente, i personaggi famosi, le tematiche scottanti.A farla da padrone in questo campo, sono i grandi marchi che, grazie alla globalizzazione, hanno acquisito sempre più potere; il fenomeno al quale si fa riferimento consiste nell'accentramento del potere economico nelle mani di poche multinazionali, a discapito delle piccole imprese che non riescono a reggere la concorrenza con le più grandi. Tutto questo ha come conseguenza l'appiattimento dell'offerta commerciale, con la scomparsa delle particolarità locali e lo sfruttamento nei paesi poveri della manodopera, che viene impiegata a basso costo e senza riguardo ai diritti umani, tanto è vero che anche i bambini si trovano a lavorare per pochi centesimi. Un limite allo strapotere delle multinazionali è rappresentato dal commercio equo e solidale, che consiste nella vendita diretta in canali prestabiliti di quei prodotti che alcuni paesi del terzo mondo immettono sul mercato senza costi aggiuntivi per la pubblicità e quindi senza sfruttamento della manodopera. Inoltre sono state create catene di discount in cui si vendono prodotti di ogni genere a basso costo, perché non gravati dalle spese di propaganda pubblicitaria. Le organizzazioni del commercio equo e solidale promuovono anche la coltivazione biologica con il pagamento ai produttori di un premio extra per il bio.Speriamo che in un futuro non lontano siano emanate leggi che regolamentino meglio la promozione pubblicitaria, che le piccole imprese siano maggiormente sostenute e si possa avere una vita meno condizionata da spot pubblicitari.
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