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Lettera ad una Principessa di Eugenio Nemoianni
Cara Principessa Clotilde ho avuto il piacere di conoscerLa da vicino e di parlare con Lei. Le cose che più mi hanno colpito della Sua persona sono state la riservatezza e l'umiltà con le quali si è presentata nei nostri luoghi di lavoro. Ha incontrato i nostri utenti regalando loro dei sorrisi e stringendo le loro mani: sa, è gente che soffre molto e il Suo sorriso certamente ha alleviato il loro dolore. Pensi che alcuni di loro, prima del Suo arrivo, immaginavano si trattasse di uno scherzo, ricordandomi che le principesse esistono solo nelle favole. Non è bastato rassicurarli con il mio atteggiamento serio dicendo loro che a Natale non è tempo di scherzi: hanno voluto che io giurassi su quanto gli avevo promesso! E cioè che Lei avrebbe visitato il nostro Servizio!Durante il Suo discorso, interrotto a volte dall'emozione e a volte dalla non perfetta conoscenza della lingua italiana, mi ha colpito molto una Sua parola: la “ compassione” . La stessa parola l'aveva pronunciata, solo qualche giorno prima, il professor Romolo Rossi – psicanalista e Ordinario di Psichiatria nell'Università di Genova – a proposito di un convegno sui comportamenti violenti.Il professor Rossi era seduto allo stesso tavolo, sulla Sua stessa sedia.Sarà stata una coincidenza ma interpreto questa casualità come un bisogno che alcune persone hanno di divulgare sentimenti passati in second'ordine oppure dimenticati o, addirittura, mai conosciuti.A questo proposito, l'augurio che Le faccio in occasione della Sua nomina a Presidente dell'Ordine di Santi Maurizio e Lazzaro, è quello di saper comunicare alle persone che incontrerà il SENTIMENTO della compassione . Forse risulterà più facile trasmetterlo sotto forma di VALORE, semplicemente perché mentre il sentimento, in quanto tale, è difficilmente comunicabile, il valore – come virtù - può essere più facilmente comprensibile.Le persone importanti che si dedicano a opere umanitarie sono, di solito, ambasciatori di pace. Sarebbe bello saperLa come ambasciatrice di questo valore, la compassione. E come, tempo fa, su una pedana di Montecarlo, ha colpito con una stoccata il cuore di Suo marito, sarebbe bello immaginare che le Sue parole e il Suo sorriso colpiscano il cuore delle persone che incontrerà, creando conforto a quelle sofferenti e maggiore sensibilità a quelle dalle cui decisioni dipende il destino delle prime. Un secondo augurio che Le faccio riguarda la Sua carriera artistica, ed è quello che nel 2006 Lei possa ricevere una telefonata di Benigni che Le dica: “Buongiorno, Principessa!”
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Clotilde Courau, principessa di casa Savoia, moglie del principe Emanuele Filiberto al CSM di Torre del Greco |
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