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Nuova imprenditoria a Torre del Greco

Io, pubblicitaria

Intervista a Simona La ragione, titolare dell'agenzia <<Class Service>>

di  Giuseppe  Della Monica

Simona La Ragione è una giovane mamma in carriera, ci riceve ad un orario impossibile della sua densissima giornata, incuriosita dal nostro interesse. Alla fine ne esce il ritratto di una imprenditrice che mescola sapientemente realismo e fantasia, un talento imprenditoriale nuovo per la nostra città.

Come e quando ha cominciato ad occuparsi di pubblicità? “ L'agenzia è mia da cinque anni. Già prima ci lavoravo come dipendente, ed avevo una certa autonomia e responsabilità gestionali. Quando i precedenti titolari lasciarono, mi fecero la proposta di rilevarla. Io mi consultai con mio padre che mi prestò dei soldi (per inciso, mio padre è ferroviere), insomma il famoso prestito d'onore io lo ebbi da mio padre. Col tempo sono riuscita a restituirgli tutti i soldi. Ora ci sono in corso dei cambiamenti, da ditta individuale ci stiamo trasformando in società, ho bisogno di aiuto: ho un bambino piccolo, delle responsabilità familiari ed anche una carriera universitaria in economia che vorrei portare a termine. La mia famiglia mi aiuta, però…In definitiva, però, questo è un lavoro che ho imparato sul campo, perché occorre molta esperienza”.

In definitiva è stata una scelta o una necessità?

“Io veramente ho iniziato per gioco, volevo guadagnarmi qualche soldo per mantenermi agli studi, ho iniziato a fare animazione e volantinaggi, poi piano piano ho accumulato l'esperienza necessaria a mandare avanti l'agenzia”.

Come si diventa agenti pubblicitari?  

“Personalmente mi ci sono ritrovata, come le dicevo. Non è stato niente di studiato. Poi, con il tempo, certamente ho approfondito anche gli aspetti teorici, bisogna anche essere preparati, altrimenti ci si arrampica sugli specchi. Però è un settore interessante, e comporta delle scelte specifiche per ogni singola campagna”.

Ha avuto dei maestri, e se sì, quanto hanno contato nella sua crescita professionale? “Quasi tutto il mio bagaglio teorico consiste di riflessioni autonome sulla pubblicità che vedevo in televisione o sui giornali o su Internet; e poi esaminavo i riscontri che avevo dai clienti. Certo qualche lettura specifica l'ho fatta, ma non ho avuto mai un vero e proprio tutore”.

Ha dei modelli a cui si ispira? “Oddio.. dei modelli… Mi sono ispirata a dei manager spagnoli, in particolare Louis Bassat, ed a un italiano, Giancarlo Livraghi. Ma, ripeto, le cose sono venute un po' giorno dopo giorno”.

Può spiegare praticamente ai nostri lettori in cosa consiste il suo lavoro? “Questa è la parte più difficile… Il mio lavoro, o meglio la parte principale, è comprendere le reali esigenze tecniche di un cliente. Spesso vengono qui con delle idee, ma poi, discutendo, si arriva alla conclusione che per promuovere il prodotto poi bisogna essere operativi in un altro senso. A volte un volantinaggio può essere più efficace della pubblicità su un giornale.

Ha avuto dei maestri, e se sì, quanto hanno contato nella sua crescita professionale? “Quasi tutto il mio bagaglio teorico consiste di riflessioni autonome sulla pubblicità che vedevo in televisione o sui giornali o su Internet; e poi esaminavo i riscontri che avevo dai clienti. Certo qualche lettura specifica l'ho fatta, ma non ho avuto mai un vero e proprio tutore”.

Ha dei modelli a cui si ispira? “Oddio.. dei modelli… Mi sono ispirata a dei manager spagnoli, in particolare Louis Bassat, ed a un italiano, Giancarlo Livraghi. Ma, ripeto, le cose sono venute un po' giorno dopo giorno”.

Può spiegare praticamente ai nostri lettori in cosa consiste il suo lavoro? “Questa è la parte più difficile… Il mio lavoro, o meglio la parte principale, è comprendere le reali esigenze tecniche di un cliente. Spesso vengono qui con delle idee, ma poi, discutendo, si arriva alla conclusione che per promuovere il prodotto poi bisogna essere operativi in un altro senso. A volte un volantinaggio può essere più efficace della pubblicità su un giornale.

In quali settori opera la sua agenzia? “Abbiamo un ampio spettro di attività: pubblicità, animazioni, servizi fieristici (hostess), promoter”.

Nello specifico, cosa significa fare l'agente pubblicitario in una realtà come Torre del Greco, voglio dire provinciale e meridionale? “In questa realtà non è molto semplice. Spesso ci capitano i due opposti: ci sono clienti consapevoli che la pubblicità può offrire riscontri commerciali concreti, ma molto esigenti: oppure clienti che si mostrano molto poco interessati, e si tratta di realtà commerciali molto piccole, o molto radicate storicamente sul territorio. E poi ci sono quelli che la vogliono fare, la pubblicità, tanto per farla, senza studiarsi un po' la cosa, le sue reali esigenze, il mercato, la concorrenza, l'andamento degli affari…”

A quale obiettivo di clientela si rivolge, nello specifico, la sua agenzia? “Abbiamo collaborato in passato con grandi realtà imprenditoriali meridionali e continuiamo a farlo. In futuro vorremmo estendere il nostro campo di azione anche a grandi aziende nazionali, tipo Fiat, Tim, Findus, con le quali ho lavorato solo indirettamente in passato, e che si ricordano di noi solo nei momenti di difficoltà, quando serve un apporto rapido e qualitativo. Comunque fra i nostri clienti annoveriamo ad esempio Telecom, Seat Pagine Gialle…”.

Ritiene che il suo lavoro sia gratificante? “Sì, molto”.

Insomma la vita dell'agente pubblicitario è tutta dorata come si vede nei film, o qualche giorno le viene voglia di non aprire il negozio? “Soprattutto di non accendere il telefono. A volte chiamano anche di domenica…”.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che vorrebbe fare l'agente pubblicitario? “Soprattutto tanta pazienza. All'inizio è dura, sentirsi dire tanti no, non m'interessa tante porte chiuse in faccia. Ma alla fine chi la dura la vince!”.

Si faccia un augurio per il prossimo anno… “Ce ne sarebbero tanti. Ma il principale riguarda la mia nuova socia: ora che siamo in due, dovremmo operare almeno il doppio di quanto facciamo attualmente”.