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La Depressione e l'Auto-aiuto

Aiutati che io ti aiuto

La condivisione come strumento terapeutico

di L. I.

La depressione è un fenomeno che si manifesta nella mente umana ed è una condizione che non permette di saperla affrontare, perché per farlo occorre prima capirne la causa, cioè da dove derivi o nasca. E' un qualcosa che incomincia a turbare perché non si sa come controllare o gestire: come se fosse un “terremoto” che distrugge dentro. E' una fase molto delicata da essere salvaguardata e va valutata in tutte le angolazioni possibili. Deve essere vista anche alla luce dell'accettazione di essa da parte della persona che viene colpita da questa malattia.Per risolvere il problema, il soggetto depresso si deve auto-analizzare, interrogarsi e darsi delle spiegazioni. In che modo?Importantissimo è rivolgersi a dei centri specializzati con esperti qualificati che siano in grado di cogliere subito il problema o il disagio della persona. Bisogna salvaguardarla ed accettarla così com'è, senza avere pregiudizi, sapendo che ogni persona è un mondo a sé, con situazioni e problematiche diverse: il diritto alla salute è sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Essere aiutati e supportati da esperti che siano in grado di dare il giusto contributo è molto importante.Dalla mia esperienza ho raccolto strumenti molto significativi che riguardano il primo contatto ed il rapporto medico-paziente. E' infatti proprio la tecnica del colloquio che permette di analizzare la problematica, instaurando un rapporto di fiducia che permette di poter iniziare un percorso di aiuto. Nella fase del colloquio si prende in esame anche la comunicazione non verbale, perché il corpo ci parla: la persona depressa ha di solito una postura di chiusura, il viso spento, triste è rigida, scostante e tesa.Tutto questo l'ho superato: ora il mio corpo sorride, è felice perché ho superato brillantemente il mio problema, la prova evidente è parlarne in pubblico, cosa inconcepibile fino a qualche tempo fa.La depressione è una condizione di profonda sofferenza interiore e tristezza vissuta in solitudine. Condividere le proprie esperienze dolorose con altri è fonte di aiuto reciproco: questo è ciò che avviene in un gruppo di auto-mutuo-aiuto con obiettivi ben precisi, con risultati di efficienza sia per il servizio, sia per le persone che vi partecipano. Questa strategia, molto evidente nei gruppi, serve proprio ad interrogarsi, a dare un senso, un significato ed un valore al proprio vissuto, alla propria esperienza personale, mettendosi in discussione, evidenziando il proprio disagio e guardandolo con occhi diversi. Ci si confronta, si interagisce, non ci sentiamo soli, ed insieme cerchiamo le possibili soluzioni, vedendo i problemi più chiaramente ed esaminandoli in un clima di confronto, ascolto e sostegno emotivo.L'esperienza di un gruppo di self-help è per noi di notevole importanza perché permette a tutti il confronto, il sostegno e il supporto reciproco. Il giorno dell'incontro è fondamentale per tutti i partecipanti, perché suscita in ognuno sentimenti e coinvolgimento emotivo molto intensi.L'obiettivo dei gruppi è di mettere la propria esperienza personale a disposizione degli altri, esaltando il proprio stato d'animo, il problema, il proprio vissuto ed essere incoraggiati ad alleviare la propria sofferenza ed a trovare la forza per affrontare le proprie problematiche in modo diverso, prendendo consapevolezza della situazione e riuscendo a trarne dei benefici personali.Il gruppo di auto-mutuo-aiuto non è un gruppo in cui vi sono esperti che propongono soluzioni, ma persone che a partire dalla propria esperienza diventano protagonisti ed esperti del processo di superamento delle difficoltà. Dopo la tempesta c'è sempre un bel sole che risplende.