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“Non è una malattia mortale, ma indebolisce le difese immunitarie”
Una sincera testimonianza sulla depressione
“Nel mio caso, …avendo un familiare affetto, sorge spontanea la domanda: perché proprio a lei?”


di Pina Noto

 

La depressione è una vera malattia, ma, non tutti lo sanno. Alcune persone non avendo un’adeguata informazione, sicuri di dare sostegno alla persona sofferente, proferiscono frasi del tipo:” la medicina in questi casi non serve piuttosto, devi essere tu a mettere fuori delle risorse che ti aiutino a reagire”. Considerando questi luoghi comuni, debbo pensare che chi arriva a dire ciò non ha mai provato il disagio depressivo. L’informazione in questo campo sta diventando sempre più esaustiva tanto da organizzare convegni e celebrando una giornata mondiale sull’argomento a riguardo, a cura del Bottazzi presso il Distretto 85 di Torre del Greco, il 6 ottobre si è tenuta la giornata della “Depression Day”. Le relazioni scientifiche sono state ampie ed abbiamo desunto che, una persona su tre, è affetta da tale patologia. Nel mio caso specifico, avendo un familiare depresso, mi sorge spontanea la domanda: “perché proprio a lei?”. A volte sono invasa da un grande sconforto per la sua sfortunata situazione. Cerco di darmi una spiegazione considerando valida la tesi che la causa della predisposizione è da ricercarsi nel fattore genetico. Il papà di mia figlia, infatti, è stato allettato per molti anni, essendo affetto da varie malattie. Il suo fisico minato ha risentito anche di un’altra più insidiosa delle patologie: la depressione. Il distretto del Bottazzi ha una storia recente per cui, ho curato mio marito privatamente. Ancora oggi sono convinta che il male oscuro lo abbia definitivamente distrutto… Questo pensiero che mi tormenta è convalidato da ciò che ho appreso nella giornata su citata.
La depressione non è una malattia mortale, però essa può produrre una diminuzione delle difese immunitarie che apportano squilibri organici e ulteriori malattie. Le persone che ne sono affette, risultano particolarmente fragili, sensibili ed hanno tanto bisogno di comprensione, aiuto, amore e, usando metafore emblematiche, appaiono come farfalle senza ali, barche senza vele, primavere senza fiori. Nel corso del convegno, inoltre, si è parlato dei tempi possibili di guarigione che sono molto variabili.
La sofferenza non accompagna solo chi soffre ma, anche i loro familiari che, spesso, si sentono impotenti a sostenere la situazione soprattutto quando al conclamato stato depressivo, si aggiunge un disturbo di personalità. Vorrei che nella vita non si dovesse lottare per tutte le forme di handicap…c’è tanta sofferenza e la nostra compagna di vita è la speranza nel domani.
L’angoscia depressiva è esistita sin dall’antichità e veniva confusa con altre tipi di disagi parossistici che alcune volte, hanno condotto le persone al rogo. Oggi, invece, con tutti gli studi nel campo della psichiatria e della psicologia e con la scoperta di far-maci adeguati, molte patologie della psiche sono curabili anche se la loro somministrazione può rimanere a vita per il paziente come avviene, del resto, per tante altre patologie. Dopo gli opportuni ed articolati interventi dei relatori, durante il convegno, è stato presentato un libro contenete poesie e pitture dei nostri figli. Anche i “nostri” ragazzi hanno avuto la soddisfazione di essere protagonisti, dando così voce ai loro sentimenti e, trasmettendo ai noi tutti, emozioni.
Concludo ringraziando gli organizzatori dell’evento che, con grande disponibilità e competenza, hanno approfondito adeguatamente un argomento di cui, attualmente, si dibatte in tutto il mondo.