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Un organismo con mete non solo assistenziali, ma ha anche pastorali e pedagogiche
di Ciro Carotenuto
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La Caritas italiana venne costituita il 2 luglio nel 1971 con decreto della CEI (Conferenze Episcopale Italiana), dopo la cessione nel 1968 della POA (Pontificia Opera Assistenza ). Sono passati 34 anni dalla costituzione della Caritas da parte di Paolo VI, nel periodo fecondo del concilio vaticano II. Il concilio delineò con molta chiarezza le caratteristiche del nuovo organismo pastorale, precisò che si trattava dell’unico strumento ufficialmente riconosciuto a disposizione dell’episcopato italiano. Per questo nuovo organismo il Papa indicava mete non assistenziali, ma pastorali e pedagogiche. Un importante punto che emerse durante il concilio fu il concetto di carità: non più semplice assistenza, ma stile di vita della Chiesa, come promozione comunitaria. Di qui la necessità, attraverso la Caritas, di studiare i bisogni presenti nella società e le loro caratteristiche con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione e di stimolare le istituzioni civili a garanti-re leggi per i diritti fondamentali delle persone. Nel 1975 si tenne a Napoli il convegno nazionale “Volontariato e Promozione Umana” e l’avvio di una riflessione che porta ad una sempre più incisiva rilevanza del volontariato nella società italiana. Gli anni ottanta si aprono con il Convegno di Loreto che lancia la proposta degli “Osservatori Permanenti dei Bisogni e della Povertà; emergenza e problemi internazionali aprono sempre più la Chiesa e la Caritas alla dimensione planetaria con relativi impegni e presenze in paesi dell’Africa. Negli anni novanta e in prima linea nell’emergenza ciclone nel Bangladesh, nella guerra nei Balcani, in Ruanda e in tutte le regioni dei Grandi laghi. In Somalia in uno degli interventi più significativi condotti all’estero dalla Caritas italiana, alcuni soldati della resistenza uccidono il dirigente medico del servizio antitubercolare e feriscono gravemente il biologo. Svariati sono gli interventi fatti nel 2000 in Africa per il problema della siccità, l’alluvione in Venezuela e non ha fatto mancare il suo apporto in Sudan durante la guerra civile. Varie emergenze in Italia la vedranno presente tra cui l’alluvione in Piemonte nel novembre ‘94 il terremoto in Umbria, Marche e all’alluvione in Campania (‘98). Il percorso della Caritas Italiana e delle Caritas Diocesane nell’anno del Giubileo è caratterizzato da cammini di carità. Quattro i grandi ambiti dell’impiego a livello nazionale e diocesano: il debito estero, la tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale, il problema delle carceri, la disoccupazione giovanile. Alla luce di queste linee la Caritas Italiana nel suo trentesimo anno di vita si pone l’interrogativo “Quale Caritas per i prossimi anni?” Una Caritas che tende a far crescere nelle persone, nelle famiglie, nelle comunità il senso cristiano di solidarietà, che guidi a nuovi cammini di confronto e verifica per approfondire e orientare al meglio quanto finora avviato con capacità di ascolto e di osservazione. |
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