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Associazione Europea contro la Depressione: conto alla rovescia per il 2020
di dr. Vincenzo Costigliola


Presidente dell’Associazione Europea contro la Depressione

 

Le persone affette da depressione affrontano un’esperienza incerta, confusa e spesso terrorizzante, ed è così anche se essi si spingono in cerca di aiuto. Incomprensioni e stigma diffusi prevalgono attraverso l’Europa. I pazienti continuano a confrontarsi con problemi enormi. Valutazioni e qualità della diagnosi e del trattamento variano in maniera drammatica. Legislatori ed autorità emettono linee guida senza riguardo al fatto che ci sia un’infrastruttura per sostenerle – e senza adeguati monitoramento e valutazione del loro miglioramento. L’Europa è ancora davvero molto divisa.
L&rsquo
;Associazione Europea contro la Depressione (EDA) fu formata con un forte orientamento sull’aumento della consapevolezza della depressione a livello europeo, me-diante la campagna annuale del Giorno Europeo della Depressione. L’organizzazione è formulata in modo che, nel caso sorgesse potenziale per ulteriori attività, essa possa rispondere adeguatamente. Ogni paese partecipante ha un rappresentante, che fornisce il segretariato per la Giornata Europea della Depressione a livello locale, promuovendo la campagna nel loro paese e reclutando consiglieri per la commissione di consulenza scientifica. I rappresentanti frequentano degli incontri a Brussels per discutere il tema della campagna, sviluppare l’EDA in quanto associazione, fornire informazioni circa il paese che rappresentano e discutere del lavoro futuro. Al momento, assicurare il coinvolgimento di tutti i paesi dell’ UE e di ogni nuovo membro è la priorità più alta. Il principio fondamentale che sta dietro all’EDA è che attraverso il lavoro di collaborazione possiamo massimizzare le risorse, reagire strategicamente, fare lobby efficacemente, e creare un ambiente migliore per coloro affetti da depressione.
Al di là della voce nazionale
Tradizionalmente clinici e ricercatori hanno aperto la strada per una migliore comprensione della depressione – spesso in relativo isolamento. C&rsquo
;è molta poca condivi-sione delle informazioni, perché non c’è una struttura o un forum per farlo. Di solito i ricer-catori non condividono le informazioni – e come risultato si ha un’enorme duplicazione de-gli sforzi. I governi spesso parlano (ed ascoltano) solo alle grosse organizzazioni e i com-mentatori sono spesso frustrati dal tasso di sviluppo della salute mentale. La stampa ed i media radiotelevisivi dimostrano scarsa conoscenza delle questioni di salute mentale coprendo frequentemente solo gli episodi più negativi. Infine, l’industria farmaceutica (il cui scopo principale è produrre medicine di beneficio per la gente) è spesso trattata se non come paria, almeno meramente come un male necessario nella ricerca di fondi. O entrambi.
A confronto di questi svantaggi, è facile vedere quanto più efficacemente (ed efficacemente rispetto ai costi) si potrebbe lavorare.
E’ venuto il momento di lavorare in collaborazione, di mettere assieme l&rsquo
;esperienza nella salute mentale attraverso l’Europa. Clinici di chiara fama, ricercatori e patrocinatori possono sfruttare il vantaggio di operare in un ambiente in cui le loro rispettive competenze sono ottimizzate – l’Associazione Europea contro la Depressione.La Giornata Europea sulla Depressione 2005 si è interessata a quali trattamenti per la depressione funzionino effettivamente. L’ambiente attuale ha portato i pazienti a non aver fiducia nelle medicine, ed a liquidare i trattamenti verbali come “psicoballe”. C’è un sorprendente apparato di opzioni di auto-aiuto, e queste sono speso usate come alternati-va alle cure professionali. La campagna ha messo in luce il fondamento sperimentale dei trattamenti, ricostruendo la fiducia nel professionista medico e sottolineando che la depressione è una malattia reale per la quale sono disponibili molti trattamenti. Il tema 2005, Depressione, cosa funziona? Ci fornisce l’occasione di accreditarci come un’organizzazione sperimentalmente formata con un reale interesse per il paziente.
Nel 2006 condurremo indagini attraverso l&rsquo
;Europa al fine di stabilire come è vista la depressione e organizzare l’agenda per le campagne futureGli scopi
 Accertare la depressione come uno dei principali fattori di disabilità attraverso l’Europa
 Accertare la depressione come una condizione trattabile
 Promuovere la comprensione delle cause e degli elementi scatenanti della de-pressione
 Comprendere e ridurre lo stigma
 Mettere in grado tutti i settori della società a reagire positivamente al peso della depressione
I comitati scientifici
Ogni paese membro sta costituendo il proprio comitato scientifico formato da figure prominenti nella ricerca, nella cura medica, nella tutela legale, nella politica e nei media. Il comitato fornirà consulenza alle rappresentanze nazionali dell&rsquo
;EDA, e collaborerà a promuovere la Giornata Europea sulla Depressione. Due rappresentanti di ogni paese formeranno il comitato scientifico europeo, assicurando una eterogeneità di opinioni.In ogni paese membro abbiamo visto la crescita di una commissione per il comitato scientifico, ed attraverso la collaborazione siamo stati in grado di dividere conoscenze e risorse. Ora fronteggiamo il futuro armati del successo e della determinazione per esten-dere ulteriormente il lavoro della Associazione Europea contro la Depressione. Abbiamo collegamenti con altre ONG globali come la World Federation of Mental Health (Federa-zione Mondiale per la Salute Mentale) ed abbiamo un chiaro programma di lavoro, progettato per portare la depressione sulle agende mediche e politiche.
Il sito web
Il sito web è un punto di riferimento indispensabile per chiunque lavori nel campo della depressione. Sosterrà prevalentemente coloro che lavorano nel campo della depressione, fornendo una biblioteca di conoscenze, ma fungerà anche come uno strumento di campagna e di comunicazione e darà informazioni di riferimento al pubblico generale.Abbiamo bisogno del vostro sostegno. Venite ed unitevi a noi.
http://www.eddas.org


Traduzione di Giuseppe Della Monica